Tradimento on line

Portarsi una persona a letto equivale a condividere sogni  proibiti e fantasie erotiche attraverso la rete? Tradire on line è tradimento?

 

Per me l’amore è semplice.

 

 E’ vero, forse oggi il mondo virtuale lo rende ambiguo  e fuggevole, anonimo ed apparentemente incontrollato.  La competizione esasperata  e la  velocità dei cambiamenti a cui non  riusciamo ad affezionarci ci rendono soli e fragili.

 

 Allora il rifugio nel virtuale dà  libero sfogo a tutti  gli impulsi  psicologici e morali , fantasiosi e proibiti, che la vita reale ci costringe a reprimere.  

 

Diventa l’unico metodo per coltivare i rapporti umani ed, in alcuni casi, non essere vittime della NOIA.

 

 Sono  tante le donne che conosco, amiche o conoscenti,  che  mi raccontano,disperate,  dei loro uomini, seduti al computer o al cellulare, abbandonati al gioco delle conoscenze in un luogo sicuro in cui si può scegliere di essere come si vuole.  Dove svelare solo gli aspetti migliori di sé o quelli che si vorrebbe avere, è la soluzione.

 

Credo che molte siano anche le donne, per lo più demotivate da un menage familiare deludente, che si sentono sole e trascurate e che per lo più desiderano solo parlare e sentirsi capite. La chat diventa una sorta di universo parallelo in cui si esprimono liberamente pensieri, sensazioni profonde ed emozioni. Con l’illusione di essere rassicurati dal brivido di un certo anonimato e  dalla quasi certezza che tutto avvenga in segreto, senza nessuna ingerenza da parte della realtà esterna. Alle volte tanto sgradevole.

 

 La realtà virtuale può rivelarsi molto pericolosa ed insidiosa, per chi, oltre un uso normale ne fa un abuso, poiché “l’intimo scambio” che avviene, per suo tramite, è falsato, fondandosi su sensazioni, informazioni ed emozioni, che,in gran parte dei casi, nella vita reale sono inesistenti.

 

Ergo:l’affinità di coppia che si raggiunge on line è amore, passione o rappresenta solo la voglia di evasione dettata dalla noia e dalla  infelicità?

 

Mi capita spesso di incontrare,  presso il mio studio , signore, giovani e meno giovani, ossessionate tutte dall’identico problema: il marito, il compagno che,  in ogni dove e ad ogni ora, manda messaggini e ne riceve, perde le nottate  a consumarsi gli occhi davanti al computer, come uno zombi. Convinto che quella sia la cosa giusta da fare e senza sentirsi  in dovere di dare alcuna spiegazione. Nemmeno a se stesso, in molti casi. Distruggendo l’affinità di coppia ormai  persa o , in qualche caso, mai raggiunta.

 

Il tradimento consumato on line, quindi platonico, è grave quanto quello reale? Scambiare  parole affettuose o erotiche in rete può essere fonte di addebito della  separazione tra i coniugi per violazione del dovere di fedeltà coniugale????

 

In ambito strettamente giuridico la dottrina più recente reputa che la violazione del dovere di fedeltà si configuri anche nelle ipotesi di infedeltà sentimentale e addirittura di quella platonica. Anche la giurisprudenza,  parlando nella fattispecie di tradimento virtuale, ha stabilito che, nei casi di addebito della separazione, l’adulterio apparente vada considerato alla pari con quello autentico (sent. Cass. n. 9472/1999). La fedeltà deve essere intesa in un senso più ampio e impegna i coniugi a non tradire la fiducia reciproca neppure “mentalmente”.
In quest’ ottica una sentenza del Tribunale di Caltanisetta nella quale si stabilisce che lo scambio di messaggi a contenuto affettuoso è sufficiente a dimostrare che vi sia stata una forma di infedeltà nei riguardi del coniuge (sent. Trib. di Caltanissetta n. 1018/2013).
Questo perché le conversazioni via web, intrattenute con intrepide amanti virtuali, anche se non si risolvono in  vero contatto fisico   sono egualmente in grado di far dubitare il partner dell’avvenuta violazione della fedeltà. Lo mortificano, a discapito del rispetto della sua sensibilità e della sua dignità. Soprattutto a cospetto dell’ambiente sociale nel quale esso vive.
Recentemente  la Corte di Cassazione ha precisato che una relazione tramite web, comporterà il riconoscimento dell’addebito della separazione quando tale relazione abbia causato il forte sospetto di infedeltà nel coniuge o nei terzi, arrecando un pregiudizio alla dignità personale del consorte (sent. Cass. Civ. n. 8929/2013). 

 

Alla fine penso che se ciascuno pretendesse e si sforzasse di trovare la persona giusta, quella che ci meritiamo, che ci fa sentire bene, desiderati e apprezzati, amati e coccolati, seppur tra alti e bassi, il ricorso al tradimento diminuirebbe.

 

 Perché se  il tradimento on line può essere il capriccio di un momento, esso può consistere anche nel preludio di un tradimento vero, reale, qualora si sia persa ogni forma di amore e di attrazione nei confronti del partner  o non si abbia più voglia di ricostruirla.

 

In fondo l’amore è davvero semplice.

 

                                                                                                        Alessandra Cavallaro